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	<title>DPO &#8211; State of Privacy &#039;22</title>
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		<title>L&#8217;Italia si accende di privacy: l’iniziativa del Tavolo DPO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 15:46:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DPO]]></category>
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		<category><![CDATA[L'Italia si accende di privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[L’evento di Pietrarsa ha sottolineato quanto sia necessario favorire una sempre più generale consapevolezza del legame tra tutela dei dati personali e diritti fondamentali dell’individuo.]]></description>
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		<title>Tavolo DPO, Relazione finale</title>
		<link>https://stateofprivacy.it/tavolo-dpo-relazione-finale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 21:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DPO]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Tavoli]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni tavoli tematici]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Tavolo DPO, durante la giornata, ha portato all’attenzione del Garante le tre principali sfide che riguardano il Data Protection Officer del futuro e suggerito tre corrispondenti azioni idonee a realizzarle.]]></description>
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							<p><em>Il <strong>Tavolo DPO</strong>, durante la giornata, ha portato all’attenzione del Garante le tre principali sfide che riguardano il Data Protection Officer del futuro e suggerito tre corrispondenti azioni idonee a realizzarle. Le tre sfide e azioni sono riassunte nella seguente relazione.</em></p><p><strong>RELAZIONE FINALE</strong></p><p>Il tavolo di lavoro sul Data protection officer ha svolto i suoi lavori portando all’attenzione dell’Autorità Garante alcune delle principali sfide che riguardano il DPO del futuro e nelle conclusioni ha suggerito 3 corrispondenti azioni idonee a realizzarle.</p><p><strong>SFIDE:</strong></p><ol><li><strong>VALORIZZARE IL RUOLO DEL DPO:</strong> occorre rafforzare la leadership del DPO all’interno e all’esterno delle organizzazioni, incrementandone l’autorevolezza, nonché la capacità ed efficacia di azione.</li><li><strong>MIGLIORARE DEI RAPPORTI TRA DPO, GARANTE E ALTRI STAKEHOLDERS (PUBBLICI E PRIVATI):</strong> migliorare i rapporti e i flussi informativi e consolidare il ruolo del DPO all’interno e all’esterno dell’organizzazione.</li><li><strong>AFFERMARE LA DIMENSIONE EUROPEA DEL DPO:</strong> assicurare un riconoscimento della dimensione europea del DPO e agevolare lo svolgimento dei relativi compiti ed attività nei casi in cui opera in contesti organizzativi complessi che coinvolgono anche altri Paesi dentro e fuori la UE.</li></ol><p> </p><p><strong>Scenario</strong></p><p>Il GDPR caratterizza il DPO come uno degli elementi portanti della governance del “sistema privacy” ma nei fatti non è così: la prassi applicativa ci mostra, nelle realtà pubbliche e private, una figura troppo spesso depotenziata, priva di reale autorevolezza all’interno delle organizzazioni, non integrata nella governance aziendale e non coinvolta nei processi strategici rilevanti. Non è considerata la sua integrazione a livello europeo con un quadro applicativo, tra i vari Paesi a volte differente e spesso connotato da particolarizzazioni a livello nazionale. Agevolerebbe sicuramente l’attività del DPO, laddove operante in un contesto transfrontaliero, l’introduzione di un’unica notifica dei suoi dati di contatto presso l’Autorità di controllo capofila.</p><p>Anche nei rapporti con il Garante, si riscontra la mancanza di adeguati canali di comunicazione.</p><p>La multidisciplinarietà di competenze richiesta al DPO rende evidente che il DPO non può agire da solo e soprattutto rafforza l’esigenza di formazione qualificata quale elemento trainante di autorevolezza, presupposto della sua centralità.</p><p><strong>AZIONI</strong></p><p>Promuovere e sviluppare la costituzione di reti di DPO, volte a favorire lo scambio di esperienze e informazioni e l’individuazione di best practice, in ambiti specifici (es. PA, sanità, TLC, banche), e la costituzione di tavoli di confronto permanente su temi di interesse trasversale (es. IoT, Intelligenza Artificiale), che siano anche spazi di sperimentazione in un percorso virtuoso di reciproco arricchimento e vantaggiose sinergie (Sand Box). I Network potrebbero promuovere l’adozione di codici etici/di comportamento, oppure vademecum e/o linee guida su diversi aspetti; approfondire e delineare comportamenti virtuosi nei rapporti con titolare/responsabile del trattamento. Così strutturati e organizzati i Network rappresenterebbero quel canale di rapporto diretto con il Garante (da più parti evocato) e faciliterebbero i suoi interventi.</p><p>Progettare e sviluppare l’organizzazione di eventi, incontri e percorsi formativi periodici e obbligatori, su iniziativa del Garante, anche tramite una piattaforma digitale di formazione a distanza gratuita. La formazione deve essere estesa a tutta la platea dei DPO (pubblici e privati). L’introduzione di uno specifico obbligo formativo richiederebbe un intervento a livello normativo.</p><p>Valorizzare maggiormente le funzioni del DPO anche nell’ambito dei provvedimenti correttivi e sanzionatori del Garante, consolidando la tendenza, già in atto, a considerare il grado di coinvolgimento del DPO da parte del titolare, tra i criteri per la determinazione dell’importo delle sanzioni pecuniarie (cfr. provvedimenti del Garante n.118 del 2 luglio 2020 e n.87 del 25 febbraio 2021- EDPB Linee Guida 4/22 – doc. per la consultazione, par.90).</p>						</div>
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